Guida alla valutazione

Domande frequenti su ADHD e autismo

Che cos'è l'ADHD?

L'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo. Questo significa che riguarda il modo in cui il cervello si sviluppa e funziona fin dall'infanzia, anche se molte persone ricevono una diagnosi solo in età adulta.

Una delle caratteristiche centrali dell'ADHD è la difficoltà di autoregolazione, cioè la capacità di regolare il proprio comportamento in funzione delle richieste della situazione. Ad esempio, può essere più difficile regolare:

  • l'attenzione, passando rapidamente da una distrazione all'altra oppure, al contrario, rimanendo completamente assorbiti in un'attività (iperfocus);

  • le emozioni, con reazioni molto intense o difficoltà a modulare rabbia, frustrazione, ma anche entusiasmo;

  • il comportamento, interrompendo gli altri, parlando impulsivamente o facendo fatica a fermarsi prima di agire;

  • l'attività motoria, che in alcune persone si manifesta con irrequietezza fisica, mentre in altre assume forme più interne, come la sensazione di avere continuamente la mente "in movimento".

Queste difficoltà si traducono nelle tre principali dimensioni cliniche dell'ADHD: disattenzione, iperattività, impulsività. L'espressione dell'ADHD varia molto da persona a persona. Alcuni presentano soprattutto difficoltà attentive, altri manifestano prevalentemente impulsività o iperattività, mentre molti mostrano una combinazione di queste caratteristiche.

L'ADHD non dipende da pigrizia, mancanza di volontà o scarso impegno.


Che cos'è l'autismo?

L'autismo (o disturbo dello spettro autistico, DSA) è un altro disturbo del neurosviluppo. Il termine "spettro" indica che non esiste un unico modo di essere autistici: le caratteristiche e il loro impatto possono variare notevolmente da una persona all'altra. Una delle caratteristiche centrali dell'autismo riguarda la reciprocità sociale, cioè il modo in cui le persone comprendono, interpretano e partecipano agli scambi sociali con gli altri.

Altre difficoltà possono riguardare:

  • una preferenza per routine e prevedibilità;

  • difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti;

  • interessi particolarmente intensi o approfonditi;

  • differenze nella sensibilità agli stimoli sensoriali, come rumori, luci, odori, consistenze o contatto fisico.

Inoltre, l'autismo non implica né una disabilità intellettiva né un'intelligenza eccezionalmente elevata.


Che cosa significa "spettro" nell'autismo?

Il termine "spettro" non indica una scala che va da un autismo "lieve" a uno "grave". Significa piuttosto che l'autismo può manifestarsi in modi molto diversi da persona a persona.

Due persone autistiche possono condividere la stessa diagnosi pur presentando caratteristiche, punti di forza e difficoltà molto differenti. Ad esempio, possono variare le modalità di comunicazione, gli interessi, la sensibilità agli stimoli sensoriali, la flessibilità comportamentale e il livello di autonomia nelle diverse situazioni della vita quotidiana.


Che cosa sono i livelli dell'autismo (livello 1, 2 e 3)?

Nel DSM-5 il disturbo dello spettro autistico può essere accompagnato da un livello di supporto (1, 2 o 3), che indica quanto sostegno una persona necessita nella vita quotidiana.

Questi livelli non rappresentano la gravità dell'autismo in senso assoluto, né descrivono il valore, l'intelligenza o il potenziale della persona. Indicano esclusivamente il grado di supporto necessario in un determinato momento e possono variare tra i diversi ambiti della vita.

Per questo motivo, due persone con lo stesso livello di supporto possono avere profili molto diversi, così come il livello di supporto può cambiare nel tempo in funzione del contesto, delle richieste ambientali e delle strategie di adattamento sviluppate.


Si possono avere ADHD e autismo insieme?

Assolutamente sì.

Quando entrambe sono presenti, si parla spesso di AuDHD, un termine informale utilizzato per descrivere la co-occorrenza di ADHD e autismo nella stessa persona.

Le due condizioni possono influenzarsi reciprocamente e rendere il profilo clinico più complesso. Per questo una valutazione completa considera entrambe le ipotesi quando appropriato.


Perché molte persone ricevono una diagnosi solo in età adulta?

Le ragioni possono essere diverse.

Alcune persone hanno sviluppato nel corso della vita strategie di compensazione molto efficaci che nascondono i sintomi (masking).

Altre hanno ricevuto supporto da un ambiente particolarmente strutturato oppure presentano caratteristiche meno evidenti rispetto agli stereotipi più conosciuti.

In molti casi le difficoltà diventano realmente problematiche solo quando aumentano le richieste della vita adulta: lavoro, università, gestione della casa, genitorialità o responsabilità familiari.


Come si manifesta l'ADHD nelle donne?

Nelle donne l'ADHD può presentarsi in modo diverso rispetto all'immagine più conosciuta del bambino molto iperattivo.

Sono frequenti, ad esempio:

  • disorganizzazione;

  • difficoltà nella gestione del tempo;

  • sovraccarico mentale;

  • procrastinazione;

  • fatica nel mantenere l'attenzione;

  • forte senso di inadeguatezza;

  • strategie di compensazione molto sviluppate.

Per questo motivo molte donne ricevono una diagnosi solo in età adulta.


Che cos'è il masking?

Il masking consiste nel modificare volontariamente o involontariamente il proprio comportamento per adattarsi alle aspettative sociali.

Può significare, ad esempio:

  • osservare e imitare gli altri;

  • preparare in anticipo le conversazioni;

  • controllare continuamente espressioni, tono di voce o gesti;

  • nascondere interessi o comportamenti che potrebbero apparire insoliti.

Il masking può facilitare l'adattamento sociale, ma spesso richiede un notevole dispendio di energie.


È possibile avere un buon lavoro e avere comunque ADHD o autismo?

Sì.

Il successo scolastico o professionale non esclude la presenza di un disturbo del neurosviluppo.

Molte persone ottengono risultati eccellenti grazie a capacità cognitive elevate, grande impegno o strategie di compensazione.


L'ADHD significa essere sempre distratti?

No.

Molte persone con ADHD riescono a concentrarsi molto bene su attività particolarmente stimolanti o interessanti.

La difficoltà riguarda soprattutto la capacità di regolare l'attenzione in modo flessibile, mantenendola anche quando il compito è poco motivante o richiede uno sforzo prolungato.

Per questo motivo è possibile alternare periodi di intensa concentrazione a momenti in cui anche attività semplici risultano estremamente difficili da iniziare o portare a termine.


Sentirsi "diversi" significa essere autistici o avere l'ADHD?

No.

Questa esperienza può avere origini molto differenti e, da sola, non permette di formulare alcuna conclusione. Può però rappresentare uno dei motivi per cui alcune persone decidono di approfondire il proprio funzionamento attraverso una valutazione specialistica.


È possibile capire da soli se si ha l'ADHD o l'autismo?

Internet può aiutare a riconoscersi in alcune descrizioni, ma non può sostituire una valutazione clinica.

Molte caratteristiche associate all'ADHD e all'autismo possono essere presenti anche in altre condizioni oppure comparire, in misura variabile, nella popolazione generale.

Una valutazione specialistica serve proprio a distinguere queste possibilità attraverso un processo di diagnosi differenziale.


Perché oggi si parla molto di ADHD e autismo?

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha migliorato la comprensione di queste condizioni, soprattutto negli adulti e nelle donne.

Parallelamente, la diffusione di informazioni online ha portato molte persone a riconoscersi per la prima volta in alcune descrizioni.

Questo ha aumentato la consapevolezza, ma ha anche reso più difficile distinguere tra informazioni accurate, semplificazioni e contenuti poco affidabili.

Per questo motivo è importante basarsi su fonti scientifiche e, quando i dubbi riguardano il proprio funzionamento, rivolgersi a professionisti con esperienza specifica nella valutazione dell'ADHD e dell'autismo negli adulti.

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Hai ancora un dubbio?

Se hai letto le informazioni ma non sei sicuro di quale percorso sia più adatto al tuo caso, puoi prenotare una consulenza di orientamento oppure scrivi alla segreteria. Riceverai una risposta nel più breve tempo possibile.

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