Guida alla valutazione

Prima di prenotare

Quando può essere utile una valutazione ADHD o autismo in età adulta?

Una valutazione può essere indicata quando le difficoltà influenzano in modo persistente la vita quotidiana e non hanno ancora ricevuto una spiegazione sufficientemente chiara.

Potresti, ad esempio:

  • riconoscerti nelle descrizioni dell’ADHD o dell’autismo;

  • avere difficoltà di attenzione, organizzazione, pianificazione o gestione del tempo;

  • sentirti frequentemente sovraccaricato nelle situazioni sociali o sensoriali;

  • riuscire a mantenere studio, lavoro o relazioni soltanto attraverso uno sforzo molto elevato;

  • aver sviluppato numerose strategie di compensazione, oggi non più sufficienti;

  • aver ricevuto valutazioni diverse o conclusioni che non spiegano pienamente la tua esperienza;

  • aver iniziato a interrogarti sul tuo funzionamento dopo la valutazione diagnostica di un figlio o di un familiare.

Il punto non è riconoscersi in un singolo sintomo. L’obiettivo è capire da quanto tempo sono presenti le difficoltà, in quali contesti compaiono, quale impatto producono e quali condizioni possono spiegarle.


Devo essere già sicuro di avere l’ADHD o di essere autistico?

No.

Non è necessario sapere in anticipo quale sarà la conclusione. È sufficiente avere una domanda clinica reale: alcune caratteristiche ti accompagnano da tempo, influenzano il tuo funzionamento e desideri comprenderne l’origine.

Una valutazione rigorosa non parte dall’obiettivo di confermare una diagnosi già scelta. Considera:

  • l’ipotesi di ADHD;

  • l’ipotesi di autismo;

  • la possibile coesistenza delle due condizioni;

  • le principali condizioni associate;

  • le spiegazioni alternative che potrebbero descrivere meglio i sintomi.

Il percorso può quindi concludersi confermando l’ipotesi iniziale, modificandola oppure individuando un quadro differente. Il risultato utile non è necessariamente una specifica etichetta, ma un inquadramento clinico motivato.


Come posso capire se le mie difficoltà dipendono dall’ADHD, dall’autismo o da altro?

Non è possibile stabilirlo sulla base di una breve lista di sintomi.

Difficoltà di concentrazione, disorganizzazione, affaticamento, impulsività, isolamento, rigidità, sovraccarico o problemi nelle relazioni possono comparire in condizioni diverse. Possono inoltre essere influenzate, per esempio, da disturbi dell’umore, ansia, disturbi del sonno, esperienze traumatiche, dipendenze, condizioni cognitive o caratteristiche di personalità.

Per questo la valutazione non considera soltanto quali sintomi sono presenti, ma anche:

  • quando sono comparsi;

  • come si sono modificati nel tempo;

  • in quali situazioni emergono;

  • quale impatto hanno prodotto;

  • quali elementi li aumentano o li riducono;

  • se esistono altre condizioni capaci di spiegarli.

Le linee guida indicano che la valutazione dell’ADHD e dell’autismo nell’adulto deve ricostruire la storia evolutiva e considerare il funzionamento in più aree della vita, non basarsi su una singola manifestazione o su un unico strumento.


Un semplice test ADHD o autismo online può darmi una risposta?

Un questionario online può suggerire la presenza di alcune caratteristiche, ma non può stabilire da solo una diagnosi.

Gli strumenti di screening sono costruiti per individuare persone che potrebbero beneficiare di un approfondimento. Non permettono, da soli, di:

  • ricostruire la storia di sviluppo;

  • valutare il funzionamento nei diversi contesti;

  • distinguere condizioni con manifestazioni simili;

  • stabilire l’impatto clinico delle difficoltà;

  • integrare eventuali condizioni associate;

  • interpretare risposte influenzate da compensazione, aspettative o conoscenze pregresse.

Anche strumenti riconosciuti sono indicati come supporto per decidere se approfondire il caso, non come sostituti di una valutazione completa.


È possibile svolgere la valutazione interamente online?

Sì. Il percorso COGIT è organizzato per essere svolto online.

Colloqui, questionari, test compatibili con la somministrazione a distanza, restituzione e consegna della relazione vengono gestiti attraverso procedure definite.

La modalità online non significa ridurre la valutazione a una videocall o a una serie di moduli. Il percorso comprende comunque:

  • raccolta preliminare della documentazione;

  • anamnesi clinica ed evolutiva;

  • colloqui strutturati;

  • osservazione clinica;

  • strumenti standardizzati;

  • test neuropsicologici appropriati;

  • integrazione dei risultati;

  • restituzione orale;

  • relazione clinica dettagliata.

Prima di iniziare viene inoltre verificato che la modalità a distanza sia adeguata alla domanda clinica e che esistano condizioni tecniche sufficienti per svolgere correttamente gli incontri.


Devo scegliere tra valutazione ADHD e valutazione autismo?

Non necessariamente.

ADHD e autismo possono presentarsi separatamente, ma possono anche coesistere. Inoltre, alcune caratteristiche possono apparire simili pur derivando da meccanismi differenti.

Per questa ragione COGIT non considera automaticamente ADHD e autismo come due percorsi completamente indipendenti. Quando clinicamente pertinente, entrambe le ipotesi vengono esplorate all’interno dello stesso inquadramento, insieme alle principali condizioni associate e alle possibili spiegazioni alternative.

Questo evita di limitare il percorso alla domanda:

«Ho oppure non ho l’ADHD?»

e permette di rispondere a una domanda più utile:

«Quale quadro spiega meglio il mio funzionamento complessivo?»


Serve ricostruire anche l’infanzia?

Sì, perché ADHD e autismo sono condizioni del neurosviluppo.

La valutazione deve quindi verificare se le caratteristiche rilevanti fossero già presenti durante l’infanzia o l’adolescenza, anche quando all’epoca non erano state riconosciute.

Essere arrivati all’età adulta senza diagnosi non significa necessariamente che le difficoltà non esistessero. Alcune persone hanno compensato grazie alle proprie capacità cognitive, a un ambiente strutturato, al sostegno familiare oppure a strategie sviluppate autonomamente. Le difficoltà possono diventare più evidenti quando aumentano le richieste di autonomia, organizzazione, lavoro o gestione familiare.

La valutazione dell’ADHD nell’adulto richiede di verificare manifestazioni iniziate durante l’infanzia e persistenti nel tempo; per l’autismo, la valutazione completa considera le caratteristiche precoci e la storia evolutiva, oltre al funzionamento attuale.


Devo coinvolgere i miei genitori o un’altra persona?

Non sempre, ma quando possibile può essere molto utile raccogliere anche informazioni da una persona che ti conosce bene.

Può trattarsi di:

  • un genitore;

  • un fratello o una sorella;

  • il partner;

  • un’altra persona significativa.

Le informazioni esterne possono contribuire a ricostruire il funzionamento passato o a descrivere caratteristiche osservabili nella vita quotidiana.

Tuttavia, non tutti hanno familiari disponibili, rapporti adeguati o persone in grado di fornire informazioni attendibili. L’assenza di un familiare non determina automaticamente l’impossibilità di svolgere la valutazione. Il caso viene esaminato utilizzando tutte le fonti realisticamente disponibili.


Quali documenti può essere utile recuperare?

Non serve possedere una documentazione completa. Quando disponibili, possono però essere utili:

  • precedenti relazioni psicologiche, neuropsicologiche o psichiatriche;

  • diagnosi o valutazioni già ricevute;

  • referti medici rilevanti;

  • pagelle, giudizi scolastici o documenti relativi al percorso educativo;

  • certificazioni o relazioni prodotte durante l’infanzia;

  • elenco dei trattamenti farmacologici attuali e precedenti;

  • documentazione relativa ad altre condizioni cliniche.

Prima dell’appuntamento riceverai indicazioni chiare su cosa inviare. Non è necessario cercare autonomamente ogni possibile documento né ricostruire tutto prima del primo incontro.


Ho già ricevuto una valutazione: ha senso richiederne un’altra?

Può avere senso quando:

  • le conclusioni ottenute sono contrastanti;

  • il percorso precedente ha esaminato soltanto una singola ipotesi;

  • non è stata svolta una diagnosi differenziale sufficientemente ampia;

  • non hai ricevuto una spiegazione comprensibile dei risultati;

  • la relazione è assente, incompleta o non motiva le conclusioni;

  • il tuo funzionamento attuale non è adeguatamente descritto;

  • restano dubbi clinicamente rilevanti.

In questi casi è possibile considerare un percorso di second opinion, partendo dalla documentazione già disponibile ed evitando, quando appropriato, di ripetere inutilmente accertamenti già svolti.


Posso fare una valutazione anche se studio, lavoro o apparentemente “funziono bene”?

Sì. Il livello di funzionamento visibile dall’esterno non descrive necessariamente il costo con cui viene mantenuto.

Una persona può ottenere buoni risultati accademici o professionali e, allo stesso tempo:

  • impiegare molto più tempo degli altri;

  • dipendere da routine estremamente rigide;

  • arrivare frequentemente al sovraccarico;

  • trascurare sonno, relazioni o gestione domestica;

  • alternare fasi di elevata produttività a periodi di blocco;

  • utilizzare strategie compensative difficili da sostenere nel lungo periodo.

La valutazione considera non soltanto ciò che riesci a fare, ma anche come ci riesci, con quale continuità e con quale dispendio di risorse.


Che cosa riceverò al termine del percorso?

Al termine della valutazione riceverai:

  • una restituzione orale approfondita;

  • una spiegazione delle conclusioni raggiunte;

  • un inquadramento clinico basato sull’integrazione delle informazioni raccolte;

  • una relazione clinica dettagliata;

  • i risultati pertinenti degli strumenti utilizzati;

  • indicazioni personalizzate sui possibili passi successivi.

L’obiettivo è permetterti di comprendere non soltanto quale conclusione è stata formulata, ma anche:

  • su quali elementi si basa;

  • quali aspetti del tuo funzionamento descrive;

  • quali ipotesi sono state considerate;

  • quali condizioni sono state escluse o richiedono ulteriori approfondimenti;

  • quali interventi o adattamenti potrebbero essere utili.


La valutazione rilascia una diagnosi medica?

La valutazione neuropsicologica e la diagnosi medica hanno funzioni collegate, ma non identiche.

Il percorso COGIT permette di stabilire se le informazioni raccolte siano o meno compatibili con ADHD, autismo o altre condizioni esaminate e di documentare le conclusioni in una relazione clinica dettagliata.

Quando è necessaria una diagnosi medica formale, per esempio per una prescrizione farmacologica, per alcuni tipi di certificazione o per specifiche procedure amministrative, la relazione può essere presentata a un medico, generalmente uno psichiatra. Il medico valuta la documentazione, integra gli eventuali accertamenti di propria competenza e formula la conclusione medica.

Questo non significa necessariamente ricominciare l’intero percorso: la relazione è costruita proprio per rendere disponibili al professionista successivo le informazioni cliniche, anamnestiche e testistiche già raccolte.


In quali casi questo percorso potrebbe non essere quello giusto?

Il percorso COGIT non è indicato come primo intervento quando:

  • cerchi esclusivamente una prescrizione farmacologica;

  • desideri una conferma rapida di una diagnosi già decisa;

  • hai bisogno principalmente di una psicoterapia continuativa;

  • la richiesta riguarda un’emergenza psicologica o psichiatrica;

  • la difficoltà principale non riguarda un possibile disturbo del neurosviluppo o un problema cognitivo;

  • non esistono condizioni tecniche o cliniche sufficienti per una valutazione online attendibile.

In caso di dubbio, è possibile utilizzare la consulenza di orientamento per chiarire la domanda e verificare quale percorso sia più appropriato.

Contatti

Hai ancora un dubbio?

Se hai letto le informazioni ma non sei sicuro di quale percorso sia più adatto al tuo caso, puoi prenotare una consulenza di orientamento oppure scrivi alla segreteria. Riceverai una risposta nel più breve tempo possibile.

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